Chiara la posizione del sindaco di Nocera Inferiore, ospite del secondo appuntamento del ciclo promosso da Polis SA “A colloquio con il territorio”, sull’accorpamento delle due municipalità. E sull’acqua: ri-pubblicizzare è una esigenza concreta
di Fedora Alessia Occhipinti
“A colloquio con il territorio” – iniziativa promossa da Polis SA – continua il suo ciclo di incontri con le istituzioni, allo scopo di raccontare e comprendere al meglio l’ambiente che ci circonda. L’ospite del secondo appuntamento che si è tenuto nei locali della sede dell’associazione, a via Pecorari di Nocera Superiore, è stato l’avvocato Manlio Torquato, sindaco di Nocera Inferiore. Ed è proprio sulla tralasciata unione tra le due città che si è focalizzato il dibattito.
«È un fatto mentale la mancata unificazione delle due Nocera. Più che altro noi stiamo perdendo un’importante opportunità – spiega il sindaco – durante la campagna elettorale del 2011 l’accorpamento delle due municipalità è stato uno dei punti focali. Credo che mantenere in vita questa separazione sia un fatto innaturale, sarebbe come remare conto a quello che la storia di Nocera ha confermato fino a due secoli fa. Noi abbiamo un’area che è pressoché identica, concentrata su un’unica territorialità, e che ha un potenziale enorme».
L’unione delle due cittadine in una sola grande municipalità farebbe di Nocera, in termini anagrafici, la seconda città della provincia, poiché già per centralità e erogazione di servizi si colloca in una posizione di primordine.
– E allora, in semplici parole, dov’è l’inceppo?
«Io credo che sia più una questione di idee o di ideali. La stessa Nocera Superiore tende più – in modo inspiegabile – a guardare e pensare ad un avvicinamento con la città di Cava de’ Tirreni, tralasciando il fatto che sarebbe più naturale nonché logico un accostamento con Nocera Inferiore. Noi abbiamo un territorio comune, un territorio che nonostante la crisi economica continua ad essere il polmone produttivo della Campania. A questo punto non mi resta che pensare che ci sia una tendenza a sgattaiolare da una possibile unificazione».
– Lei crede che un eventuale accorpamento delle due Nocera potrebbe “far paura” alla vicina Salerno?
«Assolutamente no. Io penso che potrebbe essere una possibilità in più per le nostre città e questa mancata opportunità mi lascia intende che le ragioni siano chiuse nella mente delle ami nitrazioni locali. Ma che soprattutto, per la riottosità di qualcuno ne paga pegno l’intera comunità nocerina».
– Parlando di vantaggi, quali crede potrebbero venir fuori da questa azione di unificazione?
«Innanzitutto si potrebbe partire dalla gestione di alcuni servizi congiunti, tra qui quello dei trasporti. Accrescere la già eccellente rete produttiva dovrebbe essere il motivo cardine che dovrebbe spingere l’intero agro ad appoggiare questa municipalità e renderla un punto di riferimento provinciale e regionale».
– Avvocato Torquato, la vicenda Gori – acqua: conosciamo le sue posizioni, ma sulla vicenda “distacchi” qual è il suo punto di vista?
«È chiaro ormai che noi siamo per l’acqua pubblica e siamo ben consapevoli che il gestore del servizio è un soggetto misto privato pubblico. Detto questo, credo che non si può prescindere dal progetto gestore per andare in contro alle esigenze dei cittadini. Noi ci siamo già rivolti all’autorità giudiziaria penale per evitare i distacchi impropri anche se va sottolineato che abitiamo in un territorio in cui le fasce di evasione per i servizi individuali ed essenziali sono state sempre ampissime, motivo per il quale spesso di arriva a prendere azioni che generano conseguenze negative anche su color che hanno sempre versato i contributi. Io sono fermamente convinto che l’amministrazione deve fare scelte di equilibrio e adattate ai casi pratici, e non fare scelte su richiesta dei comitati».
– Quali potrebbero essere le soluzioni per i distacchi impropri o abusivi?
«La soluzione al momento è l’utilizzo del bonus idrico, indirizzato prettamente alle famiglie disagiate. Stiamo esaminando un protocollo di intesa con la Gori per regolamentare la possibilità di accesso alle abitazioni da parte dell’Ente quando vi sussistono ragionevoli motivazioni. Ad ogni modo, l’esigenza di ri-pubblicizzare l’acqua è una esigenza concreta, dato che il gestore privato non ha registrato miglioramenti durante il suo coordinamento».
– Possiamo dire che a Nocera Inferiore non esistono più periferie?
«Esattamente. Le periferie, a Nocera Inferiore, non esistono più. Credo che ci siano state fino al secondo dopoguerra, ormai la nostra città può considerarsi un tutt’uno. È percorribile a piedi dal centro verso qualsiasi frazione. In ultimo luogo abbiamo partecipato al bando per il ripristino delle aree disagiate del Monte Vescovado per interventi che interessano esclusivamente le strutture».
– Nocera “unica città”. Obiettivi per il prossimo anno?
«Sicuramente un occhio di riguardo al Castello Fienga, e la ferma intenzione di rendere la nostra cittadina maggiormente accessibile a tutti».
