Una volta la vita dei contadini dell’Agro Nocerino si svolgeva nelle starze. Si ricordano: la Starza dei Corvi, la Starza San Pietro, la Starza dei leoni etc. Negli anni, la società contadina è profondamente cambiata.

L’urbanizzazione spesso disordinata, l’industrializzazione e l’inquinamento dei canali hanno cambiato un equilibrio perfetto che legava l’uomo alla natura.

Tuttavia, l’anima della Starza resiste. Vive nella memoria di chi ha ancora le mani che profumano di terra e foglia di pomodoro, nelle storie tramandate ai più giovani, e in quella poesia spontanea che si respira osservando la terra nera e fertile che si risveglia sotto la nebbia mattutina dell’Agro. Una terra che, se amata e rispettata, sa ancora dare frutti meravigliosi come il pomodoro, il cipollotto.

Nel passato le “starze” nel nocerino erano grandi aziende agricole o masserie fortificate, tipiche dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Ogni starza comprendeva casa padronale, case coloniche, cappella, pozzo con un sistema per prendere acqua tramite un palo fatto ruotare da un asinello. Poi frantoio e ampi terreni coltivati.
Le starze principali erano legate a famiglie del patriziato locale e a proprietari terrieri borghesi.

Alcune famiglie che possiamo ricordare sono gli Avigliano, i Castaldo, i Capuano, i Baldini, i Grimaldi… .
In seguito, la gestione delle starze, fu affidata a massari e coloni con contratti di mezzadria. C’erano ancora colture a orti, agrumeti, gelseti per bachi da seta, canapa e vite.
Un ricordo di vita contadina dell’Agro Nocerino che è perdurato per secoli.

Di Giulio Caso

Geologo