Di chi sono davvero le cavità lasciate dopo l’estrazione del tufo?
Privati che li detengono, demanio dello Stato, Comune… In linea di principio il sottosuolo è demaniale.

Le cave dismesse, se non c’è un titolo di proprietà antico, ricadono nel demanio pubblico, come sancisce l’articolo 822 del Codice Civile.  Le miniere e le cave appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato.

Molte case a Pietraccetta, Piedimonte, Torricchio, Fiano, Vescovado etc. sono state costruite sopra le cave negli ultimi 200 anni.

Chi ha la cantina che sbuca in un cunicolo spesso lo mura o lo usa come deposito. Di fatto lo privatizza. Abusivismo storico.
Negli anni ’50-’70 quando si costruiva senza piani regolatori, tanti hanno “annesso” i primi 10-15 metri di galleria. Oggi aprirle vorrebbe dire passare per proprietà private.
I rischi se non si affronta la cosa, sono crolli a sorpresa. Come al San Domenico Savio o a Torricchio. Il tufo si erode, le volte, i coperchi cedono. Se non si mappa, nel futuro, non si saprà dove mettere la prossima scuola o tracciare strade.

Chi ha accesso esclusivo magari (si fa per dire) ci fa crescere funghi, ci mette la botte di vino, o peggio scarica abusi. Intanto la collettività perde un bene storico. Memoria cancellata. Quelle cave sono la ragione per cui Nocera antica divenne potente. Senza tufo grigio, niente Pompei “età del tufo”.

Cosa si potrebbe fare, prima o poi
Catasto del sottosuolo. Napoli lo sta facendo per le cavità greco-romane. Nocera dovrebbe mappare tutto con georadar e gravimetri. Sapere = prevenire crolli.
Dove la galleria ha valore storico/archeologico, il Comune può riappropriarsene. Ma servono soldi per indennizzi e messa in sicurezza.

Progetti di riuso
A Matera, Orvieto, Narni le cave sono diventate musei, percorsi turistici, cantine. Anche Pietraccetta potrebbe avere il suo “percorso del tufo grigio”. Turismo = fondi per sicurezza.
Chiudere e dimenticare è la via breve. Ma sotto Nocera c’è un’altra città. Prima o poi qualcuno dovrà avere il coraggio di scendere e raccontarla.
Spesso le famiglie più antiche di Pietraccetta hanno la cantina che finisce nella tufara, spesso in casa si conservano reperti e notizie.
Condividere la conoscenza comune fa crescere un paese.

Di Giulio Caso

Geologo