Capita all’improvviso, in fase di risveglio o di addormentamento: la mente è quasi lucida, ma non si riesce a muovere il proprio corpo. A volte dura pochi istanti, ci si sveglia del tutto, e questa sensazione si dimentica.

Capita soprattutto da giovani, ma anche dopo anni, è la paralisi del sonno.  La sensazione più estrema descritta, durante questa fase, è quella di “uscire dal corpo” . Ed è stata descritta da moltissime persone, in culture e contesti diversi.

È un’esperienza che rientra nella sfera delle cosiddette esperienze extracorporee. Non c’è ancora una spiegazione definitiva, ma le ipotesi sono affascinanti.  Neurofisiologia: durante la paralisi del sonno, il cervello è in uno stato “ibrido” tra veglia e sonno REM.

Alcune aree sensoriali e motorie possono attivarsi in modo disallineato, creando la sensazione di separazione dal corpo.
La paralisi del sonno è, quasi, genetica… nel senso che abitudini familiari, sia di stress che alimentari, possono riprodurla di generazione.

Altra possibilità è la posizione supina o con leggera torsione della testa che, contraendo e premendo parti del capo, blocca il sonno normale nel passaggio addormentamento o dormiveglia.

In questo caso basta alzare o spostare leggermente la testa del soggetto che tende a farsi sentire (magari mugolando). Raramente è bloccato tutto il corpo, spesso uno degli arti (in genere un piede) può essere mosso. Non ci sono rimedi se non cercare di regolare le fasi del sonno con serenità.

In letteratura viene riportata una durata di pochi minuti, ma non è dimostrato e può durare di più.  Altra percezione avvertita è quella di avere una persona nei dintorni che può venire ad aiutarci, ripeto, basta muovere, leggermente, la testa del soggetto. Ad alcuni, capita due o tre volte all’anno da giovane, ma va svanendo con l’età.

Di Giulio Caso

Geologo