Domani la presentazione ufficiale del suo primo lavoro editoriale “Lasciami andare”. A tu per tu con l’autrice

Appuntamento domani, 30 gennaio, alle 18:00 in mondadori a Nocera Inferiore per la presentazione del romanzo “Lasciami andare” della scrittrice nocerina Maria Laura Santamato.

Classe 1987, diplomata al liceo sociopsicopedagogico, attualmente lavora come assistente alla segreteria in una scuola, ma da sempre sullo sfondo, c’è stata la passione per la scrittura ed il desiderio di farne un giorno il proprio mestiere.

Abbiamo fatto due chiacchiere con l’autrice in occasione del suo esordio editoriale.

Da dove deriva il tuo amore per la scrittura?

“Mio nonno da piccola mi raccontava delle storie ed io lo ascoltavo affascinata. Ha contribuito molto alla costruzione della mia visione immaginifica. Scrivo da quando ero piccola: racconti, storie incentrate sulle figure femminili, ma c’è voluto molto tempo perché trovassi il coraggio di condividere i miei lavori. Ho cominciato pubblicando qualche racconto breve su dei forum o blog online. Venivano anche apprezzati dai lettori, ma fondamentalmente mi vergognavo. Non ho mai creduto molto in me, mi sottovalutavo. A mandare la bozza del libro alla casa editrice che poi effettivamente l’ha pubblicato, mi hanno convinta le amiche. In qualche modo mi vergognavo della “mia testa tra le nuvole” e del “tempo perso a scrivere” come qualche volta qualcuno mi ha detto. In un mondo frenetico come quello attuale, pensare, immaginare, scrivere, richiede di prendersi del tempo e non sempre mi sono sentita capita in questo, anche da chi oggi festeggia con me questo traguardo che per me è anche un po’ una piccola rivincita.”

Di cosa tratta “Lasciami Andare”?

“Se dobbiamo trovargli una collocazione, è un romanzo, ma affronta diversi temi. Non è solo una storia d’amore; esplora temi come la codipendenza affettiva, il senso di colpa per la differenza di età e sociale dei protagonisti, dinamiche relazionali che ci coinvolgono al di là di quel che razionalmente consideriamo come giusto o sbagliato. Il narratore in questo caso è il protagonista maschile. Ho osservato molto gli uomini intorno a me per calarmi nel punto di vista maschile, cercando di essere più oggettiva possibile nel raccontare e di non lasciar trapelare il giudizio che pure è normale che ognuno di noi elabori in merito alle cose”.

La storia si svolge a Roma, come mai la scelta di questa città?

“Amo la mia terra e nel libro faccio diversi riferimenti anche a Napoli, a Capri…ma sentivo di aver bisogno di un palcoscenico più ampio, più importante per la mia storia e quale città se non Roma? Una città che adoro e dove torno sempre volentieri. In più sono romanista”.

In apertura del libro citi Nabokov, da “Lolita”, quali sono i tuoi riferimenti letterari?

“In realtà i miei riferimenti letterari sono abbastanza vari: Pier Paolo Pasolini, Lewis Carroll, José Saramago, Anaïs Nin, Charles Bukowski e poi Margaret Mitchell, autrice di “Via col vento”, il mio libro preferito”.

Il libro si chiude senza una vera conclusione. Possiamo dire ci sarà un seguito?

“Non voglio anticipare, ma sì. Questo primo libro esplora il punto di vista del protagonista maschile, ma ci sono altri personaggi che avranno da dire la loro.”

Cosa ti auguri per l’uscita del tuo libro?

“Mi auguro che venga apprezzato, che venga letto. È una storia che avevo in mente da tanto, abbozzata anni fa, ripresa e rimaneggiata dopo circa dieci anni in una versione sicuramente più matura. Il fatto che una casa editrice abbia valutato meritevole il mio lavoro è una soddisfazione enorme. Vederlo in libreria indescrivibile. Ancora un po’ non ci credo. Spero piaccia e che i lettori si immedesimino nei personaggi e nelle loro storie come ho fatto io scrivendolo”.