Prosegue la stagione teatrale della compagnia “La Maison des Artistes” con lo spettacolo “La Pausa- Omaggio senza pretese a Eduardo De Filippo” di Vincenzo Sabatino in scena domani sera alle 21 al teatro La Locandina di Pagani.

Dopo “Non ti pago!” diretto da Alfonso Tortora e prodotto dalla stessa “Maison des Artistes”, domani sarà dato spazio ad una produzione Casa Babylon e Ritratti di territorio e ad un giovanissimo artista innamorato dell’opera eduardiana. Per parlare de “La Pausa” abbiamo intervistato Vincenzo Sabatino.

Innanzitutto, raccontaci come nasce lo spettacolo e di cosa parla.

Tutto nasce nel 2024 dopo intensi anni di formazione. Ho iniziato praticamente a sette anni e, come molti attori che si formano dallenostre parti, ho cominciato con Eduardo che considero probabilmente il migliore drammaturgo italiano. Nel 2024ricorrevano i quarant’anni dalla sua morte e allora ho deciso di intraprendere questo viaggio, ormai da due anni, scrivendo e trovando un filo conduttore con la mia vita. Per recitare Eduardo non bisogna farlo come lo faceva lui ma in modo personale: ho portato quello che io vedevo in Eduardo. Ho cominciato a 19 anni ed è stata una bella sfida ricercando nelle sue opere, anche quelledimenticate. Racconto la storia di questo “satiro”, questo essere infernale, questo personaggio che viene quasi trasportato da “Caronte”, il musicista che è in scena con me, Giovanni Tommaso Tortora, in un mondo diverso. Allestisco il mondo di questo personaggio infernale che guarda i propri fantasmi attraverso Eduardo.

Parlaci della scelta dei testi e della drammaturgia.

È iniziato tutto con una sorta di crisi. Finito il liceo, capita di non sapere cosa si vuol fare: ci si ritrova ad affrontare il mondo del lavoro, l’università eccetera. Ho deciso di “mettermi in proprio”! Sentivo che avevo qualcosa da raccontare, avevo un’urgenza. Da quest’urgenza sono passato allo studio dei testi. Sapevo dove mettere mano perché c’era già una conoscenza delle opere di Eduardo, ma ho scoperto anche testi che magari non conosce quasi nessuno. Ad esempio, leggendo “La Cantata dei giorni dispari” ho scoperto “Occhiali neri” a mio parere, uno dei suoi testi più emozionanti. Insomma, tanti pezzi di opere di Eduardo all’interno di questo mio percorso che diventa una sorta di devozione.

Perché lo spettacolo si chiama così?

In un mondo in cui abbiamo rinunciato al silenzio, all’aria pulitama anche a cose semplici, un mondo che corre troppo veloce, lo spettacolo, il teatro, rappresenta una pausa, un momento per noi.

Per concludere, parlaci degli aspetti tecnici dello spettacolo.

La fisicità regna sovrana. Ci sono molti elementi scenici sul mio corpo: per fare questa cosa ho deciso di non portare orpelli perché non avrebbero rappresentato il mio mondo. C’è il mio corpo e pochi altri elementi scenici, come ad esempio un altare.

Per info e prenotazioni è possibile telefonare al 329 944 74 97, al 328 871 25 63 oppure al 329 874 65 55 o ancora visitare le pagine social della compagnia: la_m4ison_des_artistes su Instagram e la maison des artistes su Facebook.