Gli abitanti della Valle sono ormai sfiduciati: il tempo passa inesorabile e il corso d’acqua resta il più inquinato d’Europa. Troppi veti incrociati fra autorità
di Paloma Féliz
Perchè non si risolve il problema? È una domanda che si fanno i cittadini della Valle del Sarno che affermano essere sfiduciati vedendo che al passar degli anni resta intatto il problema dell’ inquinamento del fiume Sarno. Ogni iniziativa adottata nel tempo non risulta mai sufficiente. Al Convegno del comitato “DifendiAmo” abbiamo raccolto qualche opinione.

«Da quaranta anni che il fiume Sarno è il più inquinato d’ Europa, – spiega Alfonso Atipaldi – da quaranta anni stanno ancora cosi, insomma si perde la fiducia su questi politici. Ci vorrevere un potere decisionista, qualcuno, un autorità che senza ascoltare tante voci prenda decisioni precise».
E mentre le principali autorità non intervengo urgentemente sul fiume di Sarno, sono tanti i segnali che dimostrano che le contaminazioni sono il principale fattore dell’aumento negli ultimi anni dei tumori sul territorio.

«Dobbiamo tenere presente – ci dice Avallone – che l’impatto sull’ambiente non è, per così dire, limitato ai tumori, ma impatta anche sulla qualità dalla vita cittadina: noi qualche decennio fa producevamo e raccoglievamo gli ortaggi senza problemi, ma oggi non sappiamo più se mangiarli e coltivarli per paura dell’ inquinamento».

Una strategia da usare e da attivare sarebbe una bonifica ambientale a tutto campo, anche eliminando la costruzione delle vasche di laminazione che possono inquinare le falde acquifere, suggerisce il dottor Francesco Califano.

