Resta in carcere Gerardo Iapicco, il settantenne pensionato nocerino indagato per l’omicidio della 56enne Luciana Capozzoli.
LA LINEA DIFENSIVA
La tesi difensiva, che la moglie si fosse suicidata, ancora una volta non ha retto al vaglio dei giudici, come non era passato al Gip che ne aveva disposto la custodia cautelare in carcere. L’uomo rimane quindi al penitenziario di Fuorni.
L’indagato, difeso dagli avvocati Sabato e Alfonso Romano, ha sempre respinto le accuse mosse dalla procura. A non credergli sin da subito il pm di turno Marco Fiorillo e il procuratore capo Luigi Alberto Cannavale, sulla base delle indagini dei carabinieri del Reparto territoriale nocerino.
LE INDAGINI E GLI ELEMENTI RITROVATI
In attesa dell’esito definitivo dell’autopsia sono altri gli elementi che hanno fatto luce sull’assassinio al pian terreno del civico 22 di via Elia Di Florio a Nocera Inferiore.
L’omicidio sarebbe stato commesso nella serata di giovedì 25 luglio. Trovato un laccio, col quale Luciana Capozzoli sarebbe stata strangolata dal marito. I militari dell’Arma, guidati dal tenente colonnello Gianfranco Albanese, continueranno ad indagare. Si parte proprio dal ritrovamento del laccio per finire al tentativo di suicidio in passato e a un ricovero in una casa di cura della donna.
UNA COPPIA UNITA
Tra marito e moglie non si ha notizia di un rapporto difficile, anzi di un impegno dei due anche nel sociale.
Iapicco, operaio in pensione, divorziato e poi vedovo con figli, nel 2019 aveva conosciuto sui social Luciana Capozzoli, anche lei divorziata e con figli, impiegata come operatrice socio-sanitaria nell’assistenza agli anziani. Per Gerardo, dopo il divorzio e il pensionamento da operaio metalmeccanico, Luciana aveva rappresentato l’occasione per ricostruirsi una vita, tanto da spingerlo a rientrare dal Nord Italia, dove nel frattempo si era trasferito.
Il 27 gennaio del 2021 si erano sposati e la loro sembrava un’unione felice. Il marito è considerato visibilmente innamorato della moglie e lei di lui.
L’IMPEGNO PER “LIPORTA”
Ancora oggi, larga fetta dei nocerini è incredula. Mai uno screzio tra i due, almeno ufficialmente. Marito e moglie vivevano insieme la passione dell’impegno per la comunità, in particolare nella gestione della cappella di Santa Maria di Costantinopoli in via Astuti, a pochi passi dalla loro abitazione. A maggio avevano anche curato una festicciola di quartiere in onore della Madonna a cui è dedicata la cappella, un evento che aveva coinvolto l’intero rione di “Liporta”, come tutti i nocerini chiamano la zona compresa tra via Napoli e la stazione ferroviaria di Nocera Inferiore. Un assassinio che rimane per molti ancora un mistero.
