La Cassazione ha confermato le condanne di alcuni imputati per il crack dell’Alvi, la catena di supermercati diffusi in diverse regioni italiane.

LA CONDANNA
Il principale imputato al centro dell’inchiesta era il medico-dentista prestato all’imprenditoria Angelo Villani (nella foto), conosciutissimo non solo nella sua Nocera Superiore dove fu sindaco, ma anche per i suoi incarichi politici. Villani, infatti, fu prima consigliere regionale e poi per una volta presidente della Provincia di Salerno.

ANGELO VILLANI NELL’OLIMPO DELLA POLITICA
Un astro ormai affermatosi nella politica provinciale della Margherita e prima ancora nella Dc, grazie ai suoi rapporti privilegiati con Ciriaco De Mita.

La sua parabola discendente iniziò proprio quando l’intesa col leader democristiano andò deteriorandosi.
Poi l’inchiesta sul crack per diversi milioni di euro che travolse anche altri familiari di Villani, poi condannati, tra cui una delle sorelle, Antonia.

LA CONDANNA
La condanna definitiva di Angelo Villani è di poco più di cinque anni di reclusione, tra l’altro la quasi totalità già scontati; probabilmente dopo l’estate potrebbe tornare libero, anche perché compirà 70 anni.
Per altri imputati, disposto il rinvio a una secondo giudizio di appello. In esecuzione la sentenza.

LE CONSEGUENZE DEL CRACK
Il crack Villani danneggiò molte aziende sul territorio, fornitori dei supermercati.