Questa sera al teatro Diana di Nocera Inferiore andrà in scena “KAMIKAZE – spero vada meglio dell’ultima volta -” primo appuntamento della decima edizione de “L’Essere e l’Umano” rassegna di Artenauta Teatro ideata da Simona Tortora, con l’organizzazione di Giuseppe Citarella e il patrocinio del comune di Nocera Inferiore.
Lo spettacolo, un divertentissimo atto unico di e con Giulio Santolini e la drammaturgia di Lorenza Guerrini, creerà una connessione diretta tra l’attore in scena e gli spettatori in plateacon il personaggio interpretato da Santolini che romperà costantemente la quarta parete per coinvolgere direttamente il pubblico chiedendo pareri e feedback dopo ogni performance ottenendo così un premio o dovendo subire una punizione.
Per parlare di “Kamikaze” abbiamo fatto una chiacchierata con Giulio Santolini e Lorenza Guerrini.
«Lavoriamo insieme da tanti anni insieme con il “Sotterraneo” (gruppo teatrale fiorentino n.d.r) da questo humus culturale dal quale veniamo, tutto è culminato con un’idea: raccontare il valore del fallimento, del giudizio, dello sguardo esterno in una società performativa. Ci siamo accorti che c’era e che c’è un tabù di cui non si parla e che è il fallimento. Ci siamo interrogati su questo meccanismo performativo: interagiamo con il pubblico per instaurare un meccanismo di empatia e cinismo con la platea».
«Siamo partiti dall’idea di riacciuffare il pubblico di strada come quando le carovane arrivavano e c’era un contatto con lo spettatore. Ci piaceva l’idea che lo spettacolo si modificasse in quella sera stessa, recuperando una “brutalità” non negativa ma un vero e proprio rapporto viscerale che magari si è perso nel tempo».
«Per noi il ludico è un fattore importantissimo. Usiamo il gioco per creare un’esperienza di unione tra palco e platea. È un laboratorio di comunità».
«La figura in scena funzionerà da parafulmine cosicché possa essere quasi capro espiatorio per il pubblico, “sacrificandosi” in modo che tutta la comunità possa avere una catarsi vedendo gli effetti sul corpo».
«La scrittura è una scrittura scenica: abbiamo provato tante volte. Tutto è stato testato con le persone magari del posto nel quale stavamo provando. È servito per affinare un sistema che comunque rimane aperto alla possibilità che possano accadere cose diverse con il pubblico, rivitalizzando sempre tutto con l’imprevisto anche perché il primo prototipo era di uno spettacolo fatto scegliere totalmente dal pubblico».
«Stiamo preparando materiale per l’anno prossimo e, nel frattempo, stiamo lavorando ad un assolo di danza, “Mumblemumble”».
Per info e prenotazioni è possibile rivolgersi al botteghino del teatro Diana oppure telefonare al 3205591797 o al 3287892486. Lo spettacolo inizierà alle 20:45
