Il match di San Siro fra Milan e Napoli non si poteva certo definire già una vera e propria sfida scudetto, ma un primo vero banco di prova sia per una che per l’altra.

Dopo parecchi mesi, un ko (l’ultimo rimediato a Como lo scorso 23 febbraio ), specie a San Siro e contro una squadra parecchio organizzata quanto forte come il Milan di Max Allegri, può anche starci, ma ciò che preoccupa maggiormente i tifosi azzurri è il non aver sfruttato a dovere i circa 40 minuti in superiorità numerica, per via dell’espulsione di Pervis Estupinian, autore di una vistosa trattenuta sul capitano azzurro Di Lorenzo, che ha portato in seguito al calcio di rigore, trasformato poi da Kevin De Bruyne per l’inutile gol dell’1-2 momentaneo.

Oltre a ciò, però va segnalata anche una fase difensiva parecchio rivedibile e distratta in entrambi i gol milanisti. Sul gol dell’1-0, il debuttante Marianucci (non di certo un debutto da incorniciare per l’ex Empoli ), si fa bruciare due volte in velocità da Pulisic, che dopo una lunga sgaloppata, consente a Saelemaekers un facile tap-in da ribadire solamente in rete.

Il gol del 2-0, invece dormita di un po’ tutta la retroguardia azzurra. Pavlovic, dopo un’ottima percussione, serve indisturbato, un cross prelibato per Fofana, che ha il tempo di servire un appoggio facile-facile per l’accorrente Pulisic, che firma il gol del raddoppio, per un Napoli sino a quel momento padrone del gioco, ma ancora negli spogliatoi in difesa.

7 gol subiti in 4 partite (contando anche la gara con il City ), ruolino di marcia abbastanza preoccupante, quanto grave per una difesa granitica come quella azzurra, che ambisce a posizioni di vertice. È pur vero che i partenopei sono arrivati alla Scala del Calcio con un pacchetto arretrato al quanto contato, per via delle assenze di Buongiorno e Rrahamani su tutti, ma la tendenza che hanno preso i Campioni d’Italia non può passare di certo inosservata.

Oltre alla sconfitta, a far scalpore la sostituzione di Kevin De Bruyne (in concomitanza con McTominay e Hojlund), che ha mandato su tutte le furie e non poco il fuoriclasse belga. Conte si augura tale nervosismo per il risultato, ma un dato emerge chiaramente: al momento del cambio De Bruyne è uscito parecchio imbronciato in volto, al contrario della sostituzione di Manchester, dove ricevette applausi e cori a gogò da parte di tutto il pubblico. Serata storta? Incidente di percorso? Domande che fanno riflettere, ma non c’è tempo di recriminare e piangersi addosso.

La strada verso il tricolore è appena iniziata e si prospetta lunghissima e tortuosa. Intanto, però gli azzurri hanno subito la chance per rifarsi, stavolta non in Campionato, ma in Champions League: Mercoledì sera, per il debutto europeo al Maradona, arrivano i portoghesi dello Sporting Lisbona, per una sfida da non sbagliare assolutamente.

Giuseppe Iengo