un'immagine della festa di Materdomini

La basilica pontificia si avvicina ai 1000 anni di vita: il primo nucleo sorse nel 1060. Appena due giorni fa è stata protagonista della messa domenicale trasmessa dalla Rai

È tutto pronto a Nocera Superiore per l’edizione 2025 della festa in onore di Santa Maria Materdomini. Quest’anno sarà ricordato per la Messa del 10 agosto, trasmessa in diretta dalla Rai.
La Basilica è quasi millenaria: il primo nucleo dell’attuale basilica vide la luce nel 1060 circa e fu consacrato, secondo le cronache, da papa Niccolò II, che tornava dal Concilio di Melfi, nel 1061.
Per la verità qualche coraggioso già parla di cosa organizzare nel 2041, quando ricorreranno 1000 anni esatti dal ritrovamento, secondo la leggenda, del quadro.
La storia spessissimo è uguale in molti luoghi: un quadro nascosto durante il periodo iconoclasta viene “miracolosamente” ritrovato.
Cronaca a parte, fino a domani, 13 agosto, i fedeli parteciperanno alla plurisecolare tradizione della novena, che in chiesa inizia alle 4:30 ma che vede la partecipazione popolare cantare alla Madonna per invocare l’apertura del portone della basilica già dalle 4:00, e anche prima.
Il 14 agosto sarà il vescovo Giuseppe Giudice a celebrare, alle 5:30 della mattina, il solenne pontificale che preluderà alla celebrazione eucaristica delle 7:30.
Il giorno 15, come di consueto, messe ogni 90′ minuti a partire dalle 6 alle 12 e poi alle 18, 19, 20:30 e 22 a favore dei fedeli che vorranno lucrare l’indulgenza plenaria concessa per questa ricorrenza.
Il corollario è costituito dalle processioni con i carretti devozionali che sia da Nocera Superiore che Inferiore e da Roccapiemonte convergeranno a Materdomini la notte del 15, e dai di fresco ricomparsi tammorrari che si scateneranno nelle notti del 14 ma soprattutto del 15 agosto con i loro canti tradizionali che il maestro Roberto De Simone veniva sempre a registrare negli anni ’70 e ’80.
Dal punto di vista gastronomico tornerà in quei giorni in auge la palatella, pane con i cantucci ricurvi riempito una volta principalmente con le melanzane sott’olio, ed oggi con “di tutto e di più”.
Per fortuna non mancheranno coloro che faranno visita alla basilica per gustarne l’arte contenuta: dal tempietto della madonna in porfido e marmi policromi opera di un artista napoletano e risalente al 1641 alle opere pittoriche di Angelo Solimena, Diano, Guarino, Lama, Grimaldi, e numerosi altri.