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Quest’estate ha portato via con sé due nostri concittadini, dipartiti entrambi in circostanze tragiche. I due erano uniti da una stessa fortissima passione: la Nocerina

di Marco Stile

ferraiol2“Vive, immortale, la nocerinità”. La frase della Curva Sud Nocera pare calzare davvero a pennello per raccontare ciò che abbiamo vissuto durante questa estate. La nostra città è stata scossa da due fatti di cronaca che hanno lasciato dispiacere, amarezza e malinconia nella cittadinanza tutta. Stiamo parlando della morte di Angelo Ferraioli e dell’omicidio di Maurizio Fortino.

Il 51enne odontotecnico è perito in circostanze eroiche: Ferraioli, durante una giornata di mare alto, ha raggiunto in acqua la figlia Miriana, in serio pericolo di annegare a causa dalla spropositata forza delle onde. Riuscito a trarla in salvo, ha dovuto cedere al sovrumano dispendio di energie e all’enorme tensione emotiva che stava coinvolgendolo. La morte di Fortino, personaggio molto conosciuto a Nocera Inferiore, ha anch’essa colpito molto la comunità. L’infermiere 52enne è stato ucciso nel più classico dei delitti passionali. La gelosia e un vero e proprio atto folle da parte dell’assassino, Davide Giancane, hanno portato a una sola, fatale coltellata all’addome, le cui conseguenze sono state ineluttabili.
fortino maurizioInutile, a questo punto, dilungarsi sui freddi e puri fatti di cronaca. I due, seppur periti in situazioni e modalità completamente differenti, vengono accomunati da un solo denominatore. Appare strano come da questi episodi, tanto distanti e distinti tra loro, possa venir fuori che sì, Fortino e Ferraioli erano probabilmente due personalità completamente differenti, ma che qualcosa di comune c’è. Si chiama Nocerina. Più precisamente, è la passione per la stessa squadra di calcio. Entrambi, infatti, erano grandissimi sostenitori della compagine rossonera. A occhio e croce potremmo giurare che i due abbiano tifato sugli spalti del “San Francesco”, ma anche su quelli di tutta Italia, per oltre trent’anni. Un amore sconfinato, eterno, indissolubile. Ci sono legami che, forse, neppure la morte può spezzare. Questi possono essere sicuramente quelli intrecciati con chi è capitato sulla nostra strada e ha condiviso con noi momenti belli e meno felici. Lo stesso accade con due colori: le medesime dinamiche si ripetono, quasi in maniera ciclica, nella vita di un tifoso. Ciò che accade nella propria esistenza di tutti i giorni viene fedelmente rispecchiato da quanto invece ci capita di vivere al fianco della formazione della propria città. E così, le nostre gioie sono come vittorie, i momenti tristi come le sconfitte, i giorni grigi e inutili sono dei veri e propri pareggi. Ma, così come l’amore per i propri cari, anche la fede per la squadra del cuore sopravvive all’inesorabile scorrere delle lancette e all’ineluttabilità del fato. Da questo campionato 2017-18 l’alto dei cieli ha due tifosi molossi in più.

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