Momenti di grossa tensione questa mattina all’esterno del plesso Marconi del V Istituto Comprensivo di Nocera Inferiore, dove si è verificato un violento litigio tra mamme.

A denunciare l’accaduto sui social la vittima, Imma Zinnia, vicesegretario provinciale del partito Azione e fondatrice del gruppo social “Noi Mamme di Nocera Inferiore”.

Ho vissuto una violenza che mai avrei immaginato, ritrovandomi a terra sanguinante. La mia “colpa”? Aver proposto di portare domani delle brioscine per salutare insieme l’ultimo giorno di scuole, a mie spese – scrive con profondo rammarico Imma Zinnia -. Un gesto semplice. Di quelli che fanno le mamme. Di quelli che nascono dal cuore.

E invece mi sono ritrovata aggredita da una donna….Perdonatemi, ma oggi faccio fatica a definirla una “mamma.”

Quello che mi lascia più amareggiata, però, è altro. Perché i graffi sulla pelle passano, i lividi, le botte e i calci presi, pure. E mentre scrivo sono ancora qui in ospedale per i dovuti accertamenti. Quello che fa più male è rendersi conto di quanto sia diventato difficile confrontarsi senza rabbia, senza aggressività, senza trasformare una differenza di opinioni in uno scontro.

Chiediamo rispetto, ma troppo spesso dimentichiamo di praticarlo.

Non scrivo queste parole per cercare compassione. Le scrivo perché credo che la violenza non debba mai essere normalizzata, qualunque sia il motivo che la scatena.

E perdonatemi se, almeno oggi, non me la sento né di capire né di perdonare.

Non si tratta di cattiveria, di rancore o di desiderio di rivalsa. Si tratta semplicemente di prendere atto che esistono comportamenti che non dovrebbero mai trovare giustificazione.

Perché si può discutere, dissentire, perfino arrabbiarsi. Ma alzare le mani su un’altra persona è qualcosa che non riesco ad accettare.

Forse il perdono arriverà un giorno. O forse no.

Quello che so è che continuerò a credere nell’educazione, nel rispetto e nel dialogo. Proprio perché oggi ho visto cosa succede quando vengono a mancare.

E se da questa storia c’è qualcosa che voglio insegnare a mio figlio è che le parole saranno sempre più forti delle mani” conclude Imma Zinnia, che provvederà a sporgere regolare denuncia ai Carabinieri dopo essere stata al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I per ricevere le cure a seguito delle lesioni riportate.