Ancora una volta siamo costretti a supplire a una grave mancanza dell’Amministrazione comunale, informando i cittadini su una decisione che riguarda direttamente il volto della nostra città e la fruizione di uno spazio pubblico importante come Piazzetta Filauro”.

Lo scrivono in una nota a firma congiunta i consiglieri comunali di minoranza di Nocera Superiore Carmine Amato, Enrico Bisogno, Annalisa Carleo, Giovanni Iannone, Maurizio Lamberti e Teo Galante Oliva.

Solo grazie al nostro accesso agli atti siamo riusciti a prendere visione del progetto e, oggi, a rendere note ai cittadini scelte che avrebbero dovuto essere illustrate dall’Amministrazione stessa.

È l’ennesima dimostrazione di quanto i solenni annunci del programma elettorale sul cosiddetto “Comune Casa di Vetro” siano rimasti soltanto uno slogan. Perché la trasparenza non si misura nei proclami, ma nei comportamenti amministrativi.

Il caso di Piazzetta Filauro è forse l’esempio più evidente ed eclatante del sistematico rifiuto di questa Amministrazione al dialogo: un progetto tenuto sostanzialmente nascosto fino a quando l’opposizione non ha esercitato il proprio diritto-dovere di controllo.

Ma oltre al metodo, preoccupano profondamente i contenuti.

È legittimo chiedersi quale sia la visione che guida gli interventi sul patrimonio urbano della città. Da una parte si annunciano il recupero, il ripristino e la valorizzazione di fontane e arredi urbani in alcune piazze; dall’altra si decide di abbattere una fontana storicamente e simbolicamente significativa come quella di Piazzetta Filauro.

Qual è il criterio? Esiste un disegno organico e coerente di sviluppo urbano? Oppure ci troviamo di fronte a una sommatoria di interventi estemporanei, privi di una strategia complessiva?

Perché una città non si amministra per episodi. Senza un progetto unitario, gli interventi rischiano di diventare soltanto azioni spot, incapaci di produrre valore e, anzi, potenzialmente dannose per l’identità urbana della comunità.

Nocera Superiore merita molto di più. Merita una guida capace di indicare una direzione, di spiegare le proprie scelte e di coinvolgere la comunità nelle decisioni che ne modificano il volto. Perché una città non appartiene a chi temporaneamente la amministra: appartiene ai cittadini” concludono i consiglieri di minoranza che poi mostrano le foto del progetto.