Pomeriggio particolarmente movimentato per il candidato a sindaco di Angri Pasquale Mauri. Un uomo di 52 anni, F. P. le sue iniziali, ha aggredito verbalmente in maniera violenta il già primo cittadino della città di San Giovanni nei pressi della sua abitazione sita in piazzetta Madonna delle Grazie.

Sono stato provocato in ogni modo, arrivando a colpire ciò che per me è più sacro: la memoria di mia moglie, una persona che non c’è più e che merita solo rispetto – scrive amareggiato Pasquale Mauri -. Ci sono parole che feriscono più di qualsiasi altra cosa. E oggi sono state pronunciate parole che nessun uomo dovrebbe mai ascoltare, soprattutto quando riguardano i propri affetti più cari. Cercava lo scontro. Era evidente il tentativo di provocare una mia reazione, di trascinarmi in una situazione che potesse degenerare e che ho scelto con tutte le mie forze di evitare. Attorno a quella scena c’erano persone che assistevano, alcune persone (anche su motorini) intente anche a riprendere da lontano quanto stava accadendo. Un dettaglio che rende tutto ancora più amaro. Oggi è stata evitata una tragedia perché ho mantenuto lucidità. Perché mio figlio Roberto, passato in quel momento, è intervenuto con grande sangue freddo. Perché le forze dell’ordine sono arrivate tempestivamente. Ma ciò che è accaduto resta gravissimo.

Non solo per me. Ma per il clima che si sta respirando. Perché il confronto politico può essere duro. Le idee possono essere diverse. Le critiche fanno parte della democrazia. Ma quando si supera il confine dell’odio personale, quando si colpisce deliberatamente il dolore umano e la memoria di chi non c’è più nel tentativo di spezzare una persona, allora non siamo più dentro un confronto civile. Ho già sporto denuncia e confido pienamente nel lavoro delle forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce su ogni responsabilità.

A chi in queste ore mi sta scrivendo, chiamando, manifestando affetto e vicinanza, voglio dire “Grazie!”. Davvero.

Io continuerò ad andare avanti con la stessa determinazione di sempre.

Tra poco sarò regolarmente tra la mia gente, come ho sempre fatto, continuando questo percorso fatto di incontri, ascolto e presenza.

Perché non saranno l’odio, le provocazioni o la violenza a fermare il mio amore per Angri” conclude Mauri.

LA SOLIDARIETÀ DI ALFONSO SCOPPA
La violenza non può e non deve mai entrare nella vita democratica di una comunità.

Esprimo piena solidarietà al candidato sindaco Pasquale Mauri, da avversario politico e da nipote, condannando con fermezza l’aggressione avvenuta. Al di là delle idee politiche, del modus operandi che può essere diverso e anche contrapposto, deve sempre prevalere il rispetto della persona e del confronto civile, sia per ciò che riguarda la vita politica sia quella privata di ogni cittadino. Mai usare odio o violenza”.