La Serie A si prepara a una riorganizzazione significativa del proprio calendario a partire dalla stagione 2026/2027, con l’obiettivo di razionalizzare gli impegni e ridurre l’impatto delle soste per le nazionali. La Lega Serie A, in coordinamento con FIGC e UEFA, ha avviato un processo di revisione che tiene conto del nuovo contesto internazionale, segnato dall’aumento delle competizioni e dalla necessità di tutelare la condizione fisica dei calciatori.

Una delle principali novità riguarda proprio le finestre dedicate alle nazionali. Il calendario internazionale FIFA prevede, per il 2026/2027, quattro pause distribuite tra settembre, ottobre, novembre e marzo. Rispetto alle stagioni precedenti quindi, la Serie A dovrebbe accorpare la sosta di settembre e ottobre, arrivando ad una sosta più lunga dal 21 settembre al 6 ottobre. Questo intervento consentirà di recuperare almeno un fine settimana utile per la disputa del campionato, evitando turni infrasettimanali aggiuntivi che negli ultimi anni hanno congestionato la stagione.

L’inizio del campionato è previsto per il weekend del 22-22 agosto 2026, con conclusione fissata per il 30 maggio 2027, mantenendo il formato a 38 giornate. La distribuzione delle partite sarà più equilibrata, con una riduzione dei turni infrasettimanali da quattro a tre, mentre le pause invernali resteranno limitate al periodo natalizio, senza interruzioni prolungate come accaduto in passato. La volontà è quella di garantire continuità e maggiore leggibilità al torneo, sia per gli addetti ai lavori sia per il pubblico.

Un altro tema centrale riguarda la Supercoppa Italiana. Dopo le sperimentazioni degli ultimi anni con il format a quattro squadre disputato all’estero, si va verso un ritorno alla formula tradizionale con finale secca tra vincitrice dello Scudetto e della Coppa Italia, ma sempre in una location estera. La decisione, ancora in fase di definizione ufficiale, risponde all’esigenza di alleggerire ulteriormente il calendario e ridurre gli impegni extra per i club più competitivi, spesso già coinvolti nelle competizioni europee.

Le modifiche al calendario avranno inevitabilmente ripercussioni anche sull’andamento sportivo della stagione. Avere una sosta in meno non stravolge di certo le griglie di partenza, ma almeno permetterà a tutte le squadre di riorganizzare meglio le energie. Ad ogni modo, saranno comunque le solite big a finire sotto alle luci dei riflettori. Nelle ultime battute del campionato attuale sono Milan, Napoli e Juventus a godere di maggiore attenzione anche da parte dei media e delle scommesse relative alla Serie A, tutte coinvolte nella corsa alla Champions League, anche considerando che l’Inter aveva praticamente lo Scudetto in tasca già da qualche settimana.

Inoltre, un ultimo aspetto da tenere in considerazione riguarda il punto di vista organizzativo, da non trascurare. La Lega punta anche a una maggiore flessibilità nella programmazione degli orari, con anticipi e posticipi distribuiti lungo tutto l’arco del weekend per massimizzare gli ascolti televisivi. I diritti TV, che garantiscono oltre 900 milioni di euro annui al sistema calcio italiano, restano un elemento determinante nelle scelte legate al calendario, influenzando la collocazione delle partite e la gestione delle finestre orarie.

Infine, il nuovo assetto dovrà tenere conto delle competizioni UEFA, in particolare della Champions League riformata, che dal 2024/2025 prevede un maggior numero di partite nella fase campionato, quella che precede l’eliminazione diretta. Questo comporta un ulteriore sforzo di coordinamento per evitare sovrapposizioni e garantire alle squadre italiane un calendario sostenibile anche a livello internazionale.