Power Basket

Il basket a livello nazionale è sbarcato a Nocera Inferiore grazie alla Power Basket guidata dal presidente Luca Renis, che si è soffermato sul momento negativo che sta attraversando la squadra e sulla voglia di invertire la rotta per centrare la salvezza.

Mercoledì è arrivata un’altra sconfitta. La società ha intenzione di intervenire sul mercato per rinforzare l’organico e riprendere la marcia verso la salvezza?
Sapevamo che sarebbe stato un campionato duro. Veniamo già da un anno di B Nazionale in cui abbiamo ottenuto la salvezza e questo è stato il nostro anno zero a Nocera. Non nascondiamo che ci sono delle difficoltà ed è stato un avvio più complicato del previsto. Tuttavia, abbiamo già visto che con il cambio di coach c’è stato un miglioramento importante delle prestazioni, e siamo arrivati a giocarcela punto a punto in tutte e due le gare. Abbiamo attualmente rotazioni corte e faremo il possibile per dare al coach tutto ciò di cui ha bisogno per riprendere il cammino, anche con interventi mirati dove ci venissero richiesti. Riponiamo la massima fiducia in Massimo e nelle sue valutazioni.

Le dimissioni del direttore generale Parrella hanno lasciato vacante la carica di direttore generale. Avete intenzione di individuare un altro profilo e, magari, andare ad ampliare ulteriormente l’assetto dirigenziale?

Ringraziamo sempre il direttore Parrella perché ha fatto un lavoro importante in questi anni e, oltre alla dimensione lavorativa, ci unisce un’amicizia che va al di fuori del Palazzetto. Con il vicepresidente Roberto Marrazzo stiamo già lavorando per andare a riempire le caselle del direttore generale e di un nuovo direttore sportivo. Una società e una squadra funzionano se ognuno fa il suo lavoro. Oltre a quello che fanno i ragazzi in campo, c’è tutto un lavoro dietro le quinte che è fondamentale per poter arrivare al giorno della partita nelle migliori condizioni possibili.

Qual è la delusione più grande di questi primi mesi di campionato?
Alcuni cali di motivazione, che non rientrano nel DNA della Power. Perdere fa parte del gioco, ma arrendersi o non spendersi al massimo per la squadra e per i propri tifosi, è una decisione e atteggiamento individuale. Bisogna uscire dal campo con le canotte intrise di sudore, per rispetto di tutti: dai tifosi, alla dirigenza, fino – se non soprattutto – a sé stessi. Poi, credo che che in questo momento abbiamo uno sbilanciamento tra gioco espresso e risultati ottenuti. Nelle ultime due partite ce la siamo giocata fino all’ultimo possesso. Con questo approccio alla gara, avremmo potuto raccogliere qualcosa in più anche nelle prime giornate, nonostante un calendario particolarmente complicato.

Quali sono gli ingredienti per ripartire e rinforzare ulteriormente un progetto solido destinato a proseguire nel tempo?

Lavorare, mantenere la calma, remare tutti nella stessa direzione a partire da me e Roberto fino ai nostri magazzinieri. Tutti noi siamo la Power ed è solo insieme che si esce da una situazione difficile come quella che stiamo vivendo in questo momento. Bisogna gestire anche questi momenti di frustrazione. Quando le cose vanno bene, è tutto più semplice. Qui, si vede chi è capace di reagire e rialzare la testa. Da parte nostra, faremo il possibile per dare al coach tutto ciò di cui ha bisogno per invertire la rotta di questo inizio campionato. Ai ragazzi chiedo impegno, di dare il 110% e superare i propri limiti. Solo così si può crescere, migliorare e raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.