Una lectio magistralis nella sala consiliare del Comune, organizzata da Rotary Club. Ad assistere alla lezione gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio
di Annamaria Norvetto
«Prima di dare ampio spazio alle idee del professore, vorrei ricordare quanto detto da Giorgio Gaber in una canzone: la libertà non è fare ciò che si vuole ma è partecipazione».
È così che questa mattina il presidente del Rotary Club di Nocera Inferiore –Sarno, Basilio Fimiani, ha introdotto nella sala consiliare del Comune di Nocera Inferiore, l’intervento del professore emerito di filosofia morale, nonché senatore della Repubblica, Aldo Masullo. L’evento, incentrato sul tema della libertà, e a cui hanno preso parte gli studenti e i docenti di molte scuole secondarie di secondo grado del territorio, è stato organizzato da Rotary Club in collaborazione con l’Interact Club Nocera Inferiore – Sarno presieduto da Nicola Romano, e che accoglie i più giovani, nella fascia d’età dai 12 ai 18 anni.
Nei suoi anni di insegnamento presso l’Università degli studi Federico II di Napoli, Masullo ha saputo imporsi come uno dei filosofi morali di maggior rilievo nazionale, unendo alla passione per il pensiero filosofico e razionale la sua capacità comunicativa, e l’innegabile carisma che lo contraddistingue. «Per muoversi verso una piena libertà – ha spiegato Masullo – di pensiero bisogna, come direbbe Kant, diventare maggiorenni, ovvero responsabili delle proprie azioni e delle conseguenze che queste hanno su di noi e sugli altri attori della società.
Siamo tutti dipendenti da qualcosa, ma la libertà può esistere anche in uno stato di dipendenza. La libertà è nel nostro pensiero, nella creatività, nel futuro che sogniamo, nella relazione con gli altri». È proprio l’interazione con l’altro, che Masullo pone al centro della condizione umana. Ogni uomo preso singolarmente non è che poco più di niente, poiché non può creare nulla da solo, e in uno stato di isolamento non vivrebbe una vita arricchita di un senso più profondo, di uno scopo ultimo che ogni giorno lo renda capace di superare ostacoli, difficoltà e dolori per adempiervi. «Molti giovani come voi si scoraggiano alle prime difficoltà, ma il vero segreto – ha svelato il professore emerito – è condividere, rendere comune ciò che ci affligge. Soltanto attraverso l’unione che rispetta le diversità individuali potremmo essere più coraggiosi.
In fondo, uomini non si nasce, si diventa». La lectio magistralis, ripresa anche da una diretta facebook, si è conclusa con brevi interventi degli studenti delle varie scuole territoriali che hanno espresso le proprie considerazioni sul concetto di libertà personale e collettiva.
